Prova senza registrarti

Hai incassato una fattura. Quanto è davvero tuo?

Metti l'importo, dimmi il regime e dove versi i contributi. Ti spacco la fattura in pezzi qui sotto, nel caso peggiore: zero costi deducibili, così le sorprese sono solo belle.

Il tuo regime
Ti resta in tasca
1.631,17 €
Il cliente ti bonifica 2.400,00 €
Da mettere via 768,83 €
Netto tuo1.631,17 €68%

Quello che puoi spendere.

IVA0,00 €0%

Non è tua: la giri allo Stato.

Imposte280,80 €12%

Imposta sostitutiva.

Previdenza488,03 €20%

Contributi dovuti su questa fattura.

Le percentuali sono quote dei 2.400,00 € che il cliente ti bonifica.

Parametri 2026. Contributi: Circolare INPS 8 del 03/02/2026.

Imposta sostitutiva: L. 190/2014.

Nel forfettario i costi non si deducono: il coefficiente di redditività li sostituisce, quindi questa cifra è già quella definitiva. È una stima, non sostituisce il tuo commercialista.

Il calcolo gira nel tuo browser. I tuoi dati non vengono salvati, non partono da qui e non serve nessun account.

Questo è il conto di una fattura. Se le registri tutte, ti diciamo quanto mettere via ogni mese, cosa ti aspetta a giugno e quando escono i soldi.

Crea un account gratuito →

Perché l'ho fatto

Ho chiesto a tre commercialisti quanto mi sarebbe rimasto in tasca.

Tre risposte diverse. Tutte corrette, tutte inutili: dipende dai costi, dipende dagli acconti, dipende da quando incassi. Vero. Ma io volevo solo sapere quanto ca**o potevo spendere senza ritrovarmi scoperto a giugno... soprattutto passando da "Assunto" (dove è tutto chiaro!) a P.IVA appunto.

Nessuno me lo diceva. Non per cattiveria: il numero esatto si sa solo a fine anno, e nessun professionista serio te lo anticipa.

Allora l'ho ribaltato. Invece del numero esatto, il numero peggiore: zero spese scaricabili, il massimo che potresti dover versare. Se metti via quello, non sbagli mai. E quando il commercialista fa il conto vero, la differenza te la ritrovi da spendere.

Poi ho scoperto la fregatura del secondo anno.

Il primo anno versi poco o niente e pensi di avercela fatta. L'anno dopo arriva giugno e paghi il saldo dell'anno chiuso più l'anticipo su quello nuovo, tutto insieme. Nel mio caso: da 3.400 a 17.900. Nessuno me l'aveva detto, e non perché me lo nascondessero: semplicemente non c'era niente che me lo facesse vedere prima.

Ora c'è. L'app te lo dice dal primo mese, ti calcola quanto mettere via, e ti ricorda che puoi rateizzare.

Non sostituisce nessuno. Toglie solo l'ansia di non sapere.

Oltre la singola fattura

Tre cose che una fattura da sola non può dirti ma FiscoSplit sì

Il salto del secondo anno

Esempio: ordinario in gestione separata, 30.000 € incassati nel primo anno.

Conto del 2026
16.160 €
Anticipo sul 2027
14.596 €
In cassa ti serve
30.756 €

L'anticipo non è una tassa in più: verrà scalato dal conto dell'anno dopo. È una botta di cassa che capita una volta sola.

Gli altri redditi alzano lo scaglione

Stessi 30.000 € di P.IVA, ma con 30.000 € di lavoro dipendente nello stesso anno.

Solo P.IVA
8.339 €
Con lo stipendio sotto
12.139 €
Differenza
+3.800 €

Il reddito da P.IVA si somma sopra lo stipendio e finisce nello scaglione più alto. Chi non te lo chiede, ti sta dando un numero più basso del vero.

Il calendario con gli importi

Le date da sole non servono: serve sapere quanto esce e quando.

  • IVA mensile dicembre16 gen 2026
  • IVA mensile gennaio16 feb 2026
  • INPS fissi 4ª rata anno prec.16 feb 2026
  • Bollo virtuale 4° trimestre 202528 feb 2026

Nell'app ogni riga ha il suo importo stimato, la rateazione e il conto di quanto hai già messo via.

Su questo esempio il piano dice: metti via circa 2.563 € al mese e a giugno 2027 sei a posto. A regime, tra imposte e contributi se ne va circa 46% del fatturato.

Domande vere

Quello che si cerca alle due di notte.

Quanto devo mettere da parte con la partita IVA?

Dipende da regime, cassa e scaglione, ma la regola sana è metterlo via a ogni incasso, non a fine anno. Un forfettario al 15% viaggia attorno a un quarto dell'incassato (lì i costi non si deducono: il coefficiente di redditività li sostituisce, quindi la cifra è già definitiva), un ordinario in gestione separata attorno al 40% nell'ipotesi prudente di zero costi deducibili. Il calcolatore qui sopra ti dà il numero della tua fattura.

Registra le fatture e ti dico la quota mese per mese →
Quanto si paga il secondo anno di partita IVA?

Il secondo anno paghi due cose insieme: il saldo dell'anno che si è chiuso e gli acconti su quello nuovo. Non sono tasse in più, gli acconti verranno scalati dopo, ma la cassa la devi avere lo stesso. Capita una volta sola: dopo si stabilizza... ma non smetterai di bestemmiare in ogni caso! 😅

Vedi il salto del secondo anno sui tuoi numeri →
Che differenza c'è tra fatturato e incassato?

Il fatturato è quello che hai emesso, l'incassato è quello che è arrivato in banca. Imposte e contributi seguono l'incassato (principio di cassa), quindi una fattura non pagata non ti fa versare nulla, ma nemmeno ti fa cassa. Per questo l'app tiene separati i due numeri.

Segna incassato e in attesa, fattura per fattura →
Quanto costa passare da dipendente a partita IVA?

Il punto non è l'aliquota della P.IVA, sono gli altri redditi: se nello stesso anno hai avuto stipendio, il reddito da P.IVA si somma sopra e finisce nello scaglione più alto. Nessun calcolatore che non ti chiede lo stipendio può dirtelo.

Dichiara gli altri redditi e ricalcolo tutto →
Conviene il forfettario o l'ordinario?

Il forfettario conviene quasi sempre se stai sotto le soglie e hai pochi costi veri, perché paghi un'imposta sostitutiva su una quota fissa di reddito. L'ordinario torna utile quando i costi deducibili sono tanti. La decisione finale resta del tuo commercialista, ma i numeri li vedi prima.

Confronta i due regimi sui tuoi incassi →

Account gratuito

Il conto qui sopra è gratis
e non ti chiede niente.

Se vuoi che l'app se lo ricordi, ti dica quanto mettere via ogni mese e ti avvisi prima delle scadenze, crea un account: è gratuito.

Crea un account gratuito

Hai già un account? Entra qui